Highlights
- Collezione privata con opere di Picasso, Chagall e Miró
- Atmosfera elegante con accompagnamento musicale
- Un museo segreto sul lungomare delle Zattere
- Nessuna attesa, visita fluida
- Vicino a San Marco. 15 minuti a piedi
Description
Raccontare il Carnevale nella sua dimensione di fenomeno estetico e sociale. E dove, se non a Venezia? Il Venice Carnival Museum si propone di consolidare il legame tra l’identità culturale locale – nella Serenissima il Carnevale fu dichiarato festa pubblica con editto del Senato nel 1296 – e l’immaginario artistico che nel tempo ha attinto alle suggestioni di un antichissimo rito collettivo. A Palazzo Dolcetti, in Fondamenta Zattere al Ponte Longo, questa storia prende forma attraverso opere di pittura, scultura e ceramica, costumi storici che costituiscono la collezione privata di Arnold Uvarov. Per molti anni, il collezionista ha raccolto opere ispirate al Carnevale e alla Commedia dell’Arte, con l’obiettivo di riportare alla luce manufatti veneziani dispersi, ma anche di mostrare quanto il Carnevale di Venezia abbia influenzato i maestri della storia dell’arte. Venice Carnival Museum, che si articola in cinque spazi espositivi, segue quindi il fil rouge della trasformazione e dell’ambiguità attraverso i lavori esposti, opera di artisti di fama internazionale – da Gino Severini a Joan Miró, a James Holland – e figure strettamente legate alla tradizione veneziana e alle arti applicate, come Geminiano Cozzi e Luigi Fabris. La raccolta spazia in tre secoli di storia, dal Settecento al Novecento, annoverando anche due opere autografe di Picasso e un piatto firmato da Jean Cocteau (nella quinta sala, dedicata al Novecento e all’evoluzione del Carnevale nell’arte moderna). Si comincia calandosi nella dimensione teatrale e spettacolare di Venezia, per poi approfondire il tema dell’identità e dei suoi travestimenti, celebrando la figura umana e la mondanità del Carnevale veneziano. Qui, accanto ai dipinti di Claudio Rinaldi e Henri Serur, stanno le opere decorative in porcellana di Geminiano Cozzi e l’abito appartenuto alla favorita del figlio del re di Francia Luigi XV. La terza sala è un inno a Venezia attraverso un ciclo di dipinti, realizzati a olio su tela e databili dalla prima metà alla metà del Novecento, che raccontano scene urbane, paesaggi e momenti festivi del Carnevale. La sala ospita anche le sculture di Fabris sul tema della maschera. Nella quarta sala ci si sofferma, invece, sul desiderio di modernità, eleganza e progresso che si faceva strada agli inizi del XX secolo. A rappresentare questa stagione, c’è anche l’abito Delphos di Mariano Fortuny. Si chiude con un focus sulle influenze del Carnevale sul mondo dell’arte. Le figure della Commedia dell’Arte — Arlecchino, Pulcinella, Pierrot — riemergono come simboli di libertà, metamorfosi e resistenza interiore nelle opere di Picasso, Cocteau e Severini. E il Carnevale diventa un atto intimo e creativo. “Volevamo restituire al Carnevale la sua complessità, mostrarne i riflessi nell’arte, nella moda, nella vita sociale di epoche diverse. Questo museo è un tributo a Venezia, alla sua capacità di trasformarsi e di ispirare creatività in ogni tempo”, spiega Uvarov.
Includes
Ingresso al Venice Carnival Museum
Accesso alla collezione permanente
Percorso espositivo immersivo con accompagnamento musicale
Visita libera negli spazi del museo
Assistenza del personale in loco
Easy cancellation
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